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IL MATRIMONIO FCA-PSA

Nasce il quarto produttore
mondiale di auto

 

Il senatore del Regno d’Italia Giovanni Agnelli, con il quasi coetaneo Walter Chrysler sarebbero sicuramente felici della notizia del giorno. È stato annunciato il matrimonio tra la loro nipotina Fca, il colosso globale dell’auto, col cuore italiano, creato dalla mente fervida del compianto Sergio Marchionne, e la casa del leone, la Peugeot, anzi con il gruppo Psa in toto.

Sicuramente un matrimonio d’interesse, non c’è e non c’è stato amore, ma si sa, la convivenza arrotonda gli spigoli più aguzzi dei caratteri, soprattutto quando c’è una convivenza e dei figli…

La notizia circolava da mesi, dapprima in ambiti finanziari, poi le indiscrezioni hanno preso la via dei giornali e dei media, soprattutto di quelli specializzati. Comunque la conferma ufficiale è ora arrivata. Insomma questo matrimonio s’ha da fare.

L’unione fra Fca e Psa si farà così da creare una nuova entità, un colosso mondiale dell’auto. Lo hanno annunciano Fca e Psa in una nota congiunta.

La colla, come detto non è il sentimento o meglio l’amore, bensì la corrente. Sì la corrente elettrica. Le due società uniranno le forze per creare un leader mondiale in vista della rivoluzione automobilistica nella cosiddetta mobilità sostenibile.

Dal matrimonio nascerà subito un pargolo. Sarà gigantesco. Verrà ricavato dalla fusione e sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo Psa e al 50% dagli azionisti di Fca. John Elkann e Carlos Tavares ne saranno le guide nel consiglio di amministrazione composto da 11 membri. Cinque saranno di Fca e altrettanti per Psa oltre ad un indipendente che sarà l’ago della bilancia nei momenti di disaccordo. Sarà in carica cinque anni e amministrerà un fatturato da bilancio statale, di circa 200 miliardi di euro. Non sembra siano in vista chiusure di stabilimenti, che possano mettere in pericolo una porzione dei 400.000 dipendenti.

I numeri sono impegnativi anche sulla produzione: 8,7 milioni di auto vendute dal colosso. Quindi quarto al mondo con dietro Gm, Volkswagen e l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi.

Un ostacolo potrebbe arrivare dallo Stato francese, che detiene circa il 12% di Psa attraverso BpiFrance. In una nota l’Eliseo ha fatto sapere che sarà «particolarmente vigile» questo attraverso una dichiarazione a firma del ministro Bruno La Marie responsabile del dicastero dell’Economia: «su occupazione, governance e impronta industriale della nuova società». Il nuovo gruppo automobilistico dovrà confermare gli impegni già esistenti sulla «creazione di una filiera industriale europea delle batterie».

Da parte italiana: «C’è attenzione, del ministro Patuanelli e di tutto il governo, rispettoso di una trattativa di mercato ma anche consapevole che stiamo parlando di un’industria importantissima per il Paese», spiega il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. «Stiamo osservando quello che accade. È una operazione di mercato, credo sia corretto non rilasciare dichiarazioni», aggiunge il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

Sul fronte sindacale sono prudenti ma positivi i commenti in Italia, mentre in Francia i torni sono più duri. Auguri agli sposi e speriamo sia femmina!

Lino Rialti

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