GLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS

Un’infezione che colpisce
l’economia globale

 

Non si ferma la conta dei morti e quella degli infettati dal Coronavirus cinese. Ma, ora, il famigerato virus ha infettato l’economia globale. Sicuramente colpita al cuore l’economia cinese, già fiaccata dalla guerra commerciale con gli Usa. Ma l’attuale sofferenza dell’economia cinese mina l’economia globale del pianeta accelerandone la decrescita. Si parla di un impatto negativo sul Prodotto Interno Lordo mondiale pari all’1,8%.

Potremmo dire che a Trump sia sfuggita di mano la situazione. Sicuramente il presidente americano si augurava qualcosa di non bello per il Dragone ma l’anno, già infelice del Topo, ha portato qualcosa di inaspettato. Qualcosa che è così contagioso da aver infettato già tutti noi: la Cina, la fabbrica del mondo, colpita dal Coronavirus si sta fermando e sta mandando in malora tutti.

Per esempio, in Europa, grazie al sistema economico completamente globalizzato, sono tante, troppe, le aziende, anche italiane, ma in primis tedesche e francesi, che dipendono da materie prime e semilavorati cinesi. Senza mezzi termini: prestissimo rischiamo la paralisi di molte attività produttive, del made in Ue e anche del made in Italy.

Quando si parla di Cina i numeri sono sempre impressionanti: oltre cinquanta milioni di persone in quarantena e migliaia di fabbriche chiuse. E l’orizzonte non è roseo, altre misure draconiane sono attese a breve.

Secondo uno studio appena pubblicato (Oxford Economics), nel primo trimestre dell’anno il virus costerà alla Cina due punti di Prodotto Interno Lordo, con la crescita 2020 che si fermerebbe al 5,4% invece del 6% previsto prima dell’epidemia. Come accennato prima, il vero problema è la chiusura delle fabbriche, dovuta alle misure straordinarie di contenimento della diffusione del Coronavirus.

La conseguenza? L’interruzione degli approvvigionamenti delle fabbriche di tutto il pianeta, quindi anche delle nostre fabbriche. Soprattutto di quelle con maggior valore aggiunto: automotive e chimica ma anche elettronica e tessile.

La coreana Hyundai è già ferma per mancanza di componentistica. Toyota e General Motors stanno finendo le scorte e, se le cose non cambieranno in fretta, non potranno far altro che seguire la collega coreana e fermare gli impianti.

Non esistono precedenti paragonabili alla situazione attuale, nemmeno nel 2002, ai tempi della epidemia della Sars. Allora l’economia cinese era in fasce e produceva principalmente tessile di terz’ordine e giocattoli in plastica da poche spiccioli. Oggi la Cina rappresenta circa un terzo della crescita globale, con una quota percentuale superiore a quelle di Stati Uniti, Giappone ed Europa messe assieme.

Questo quanto, in sostanza, affermano, all’unisono, i maggiori economisti. Rispetto ai primi anni del secolo, il valore dell’economia cinese è quadruplicato. Non si possono fare facili previsioni sugli effetti nefasti di questa situazione, oramai non solo sanitaria. Si può, però, provare a fare delle proiezioni utilizzando i macro-dati in nostro possesso.

Se volessimo mettere in relazione, l’effetto sull’economia globale, dei due eventi, Sars e l’attuale Coronavirus, considerando le perdite dovute 20 anni fa alla Sars sul Pil mondiale, le conseguenze risultano veramente sconvolgenti.

Allora la pandemia della Sars (altra forma di coronavirus) aveva colpito la crescita trimestrale cinese di un punto percentuale (all’1,8% nel periodo aprile-giugno, contro il 2,8% stimato). A livello globale il virus del 2003 bruciò da 30 a 100 miliardi di dollari, tra lo 0,08% e lo 0,25% del Pil mondiale.

Oggi, con l’economia cinese quadruplicata, il Coronavirus potrebbe avere un impatto negativo sul Pil mondiale anche superiore all’1,8%, influenzando pesantemente la crescita globale stimata per il 2020 al 2,9%.

Dall’economia cinese siamo tutti, oramai, fortemente dipendenti Intanto in prognosi riservata sono finiti tutti gli stati europei ma anche molti asiatici iniziano ad affannare. L’America di Trump ancora non lo ammette ma il contagio è già arrivato anche lì.

Unica speranza per fermare questa crisi globale un vaccino o comunque una cura efficace che fermi la pandemia e permetta al dragone di rialzarsi e riprendere la sua corsa.

Lino Rialti

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