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Arrivano i 27mld del Sure,
con le incognite di Mes e RF

In arrivo i fondi europei Sure per il sostegno al lavoro

 

Stanno per essere disponibili i 27,4 miliardi dei fondi europei Sure destinati all’Italia per la Cig. Questa la strategia messa a punto dalla Commissione Europea per aiutare, tramite prestiti, i paesi membri a far fronte alle devastanti conseguenze socio-economiche del Coronavirus.

Arrivano i fondi europei Sure proposti dalla presidente della Commissione, Ursula von der LeyenNel dettaglio si tratta di un finanziamento concesso attraverso il meccanismo Sure (che col Mes ultralight e Bei fa parte della «prima linea» degli strumenti di difesa attivabili in attesa dei miliardi del Recovery Fund), con l’emissione di titoli comuni europei, ed un risparmio per le casse dello Stato italiano, nell’arco dei 15 anni «stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro» secondo il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Data l’eccezionalità del momento e della situazione i fondi europei Sure dovrebbero arrivare a tempo di record, appena 4 mesi dalla proposta avanzata dal presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e fortemente caldeggiato dal Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni.

Stando alle dichiarazioni della maggioranza i soldi in arrivo serviranno a finanziare le principali misure messe in campo dal governo Conte a sostegno del lavoro e dell’occupazione, dalla Cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti alle indennità per i lavoratori autonomi di vario tipo, i collaboratori sportivi, i lavoratori domestici e quelli intermittenti, dal fondo perduto per autonomi e imprese individuali al congedo parentale, dal voucher baby sitter alle misure per i disabili, dal credito di imposta sanificazione a quello «Adeguamento Covid».

I soldi non arriveranno tutti insieme ma «a rate», con i primi che dovrebbero giungere nelle casse italiane già agli inizi di settembre anche se prima serve il via libera del Consiglio dell’Unione, ed il perfezionamento del sistema di garanzia della Bulgaria, Paese che come tutti gli altri 26 è chiamato a contribuire ai 25 miliardi del fondo che permetterà alla Commissione di raccogliere prestiti sui mercati finanziari a tassi agevolati, da girare agli Stati membri, e rimborsabili in 15 anni.

Le divergenze sull’utilizzo del Mes

Incassati, sulla parola, i fondi europei Sure, rimane però sempre aperto il fronte legato al possibile utilizzo del Mes. Il Pd è pronto a chiederli mentre i Cinque Stelle continuano a chiudere a questa possibilità senza se e senza ma, ed anche sul Recovery Fund rimangono numerose divergenze.

Sulla gestione dei 209 miliardi del Recovery Fund la prima battaglia ad aprirsi sarà quella del pallino della gestione: la mancata istituzione di una commissione ad hoc non ha frenato la voglia di un ruolo di primo piano del Parlamento. E non è solo l’opposizione a chiederla. Solo sabato scorso il neopresidente della commissione Politiche Ue, il Pd Dario Stefano, spiegava come il Recovery Plan «dovrà essere il risultato del confronto e del lavoro che realizzeremo in Parlamento, luogo deputato ad esprimersi».

Resta poi da capire come Palazzo Chigi intenderà coinvolgere le Camere, prima di parlare con l’Ue, entro il 15 ottobre, dovrà comunque ottenere il via libera di Camera e Senato.

Fabrizio Di Ernesto

 

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