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L’Italia annega
nell’emergenza economica

Emergenza economica. Non c'è stata l'iniezione di liquidità annunciata dal Governo

 

L’Italia è nel pieno dell’emergenza economica determinata dall’epidemia di Covid-19. Siamo alle solite, chi ci governa pensa di essere un’illusionista perché i soldi ci sono… ma non si vedono!

Emergenza economica. Le difficoltà burocratiche e le furbizie delle bancheSace spa e Ismea dovrebbero gestire le garanzie, la prima per imprese e autonomi, la seconda per gli agricoltori. Ma chi potrà accedere agli aiuti previsti nei Decreti Cura Italia e Liquidità, atteso che si tratta di prestiti, da rimborsare?

Non doveva esserci un’istruttoria, ma le Banche non sono disposte a rischiare, forse non si fidano della clientela e forse non si fidano dello Stato. O forse sono così «cariche» di titoli del debito pubblico.

Inoltre gli istituti di credito sono imprese, a loro volta. Quindi «istruttoria» sia, con tanto di presentazione di bilanci e dichiarazioni dei redditi. Anche la dichiarazione Iva, se non si è in grado di produrre nulla di «ufficiale» e si è iniziato nel 2019, da presentare prima, anche se di fatto prorogata, perché serve la ricevuta.

Sono una commercialista, la realtà è ben diversa da quella che raccontano.

Gli ostacoli e le furbizie delle banche

In un caso mi è stato risposto: i soldi sono della banca, pensa che quando il cliente fallirà lo Stato pagherà?

Gli indici di fiducia e gradimento dell’apparato Italia, sembrerebbero molto bassi e a farne le spese sono gli Italiani, quelli che hanno veramente bisogno di liquidità.

Quelli che non ne hanno bisogno, sopravviveranno a tutto questo, finanziamenti o no.

La maggior parte delle piccole imprese era già in difficoltà, la crisi imperversa da tanto, globale e impietosa. E se le esposizioni classificate «sofferenze» ai sensi della disciplina bancaria, erano tali nel periodo precedente al 31 dicembre 2019, non si ha comunque diritto all’accesso ai finanziamenti.

Le sospensioni delle rate dei mutui, sono un percorso ad ostacoli. Gli Istituti di credito sono al centro di polemiche senza fine.

Emergenza economica e calcoli algebrici

Per non parlare delle elemosine elargite. I 600 euro, che forse diventeranno di più, sottoposti alla regola del «-33%» dei ricavi o dei compensi rapportati allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo stato pretende che tutti abbiano una dimestichezza con il digitale e la tecnologia, così che gli esclusi ammontano a 1,1 milioni.

Anche per le sospensioni delle scadenze fiscali e previdenziali, sono previsti esercizi di «algebra», per aver uno slittamento tanto breve quanto inutile visto che si avranno accavallamenti di rate attuali e precedenti.

Devo dire che l’ignoranza e la distorsione della realtà la fa da padrone ed ecco che i debiti verso Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) diventano frutto dell’evasione, ignorando che molti di quei debiti sono semplicemente tasse, imposte, contributi, multe, bolli auto, non pagati per carenza di liquidità dei cittadini.

Ma nessuno si è accorto che l’emergenza economica da Covid-19 è arrivata in un momento di crisi economica nera che più nera non si può?

Lo slalom dei Codici Ateco

Adesso si potrà riaprire tra lo slalom dei Codici Ateco, a volte scelti in modo incomprensibile.

Ma per molti non ci sarà quella redditività che garantisce la sopravvivenza e i costi per le misure di contenimento del Covid-19, vanno comunque sostenuti, anche se danno diritto a un credito di imposta fino a 20mila euro.

I soldi non ci sono, quindi, almeno non ancora. E gli italiani sono stufi di esperti, annunci, promesse. Sono stufi di essere bistrattati e illusi. La vita tra le mura domestiche a volte è più difficile di quella vissuta per strada.

Conte ha provato a porgere le scuse, gli italiani dovranno porgere l’altra guancia. L’emergenza economica provocherà suicidi, violenze e forse la ribellione avrà il sopravvento.

Prevedo tempi duri. Tempi di contrapposizione tra il Bene è il Male… che sia l’inizio dell’Apocalisse?

Ernesta Cambiotti

 

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