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Con i Dpcm libertà sospesa
ed economia a picco

A colpi di Dpcm hanno tolto agli italiani la libertà in nome della salute

 

A colpi di Dpcm ci hanno tolto la libertà in nome della salute. Uno strano concetto, in uno strano momento che vede le nostre vite sospese.

I Dpcm limitano la libertà in nome della salute mentre le misure economiche restano un flop

Sospese nelle abitudini, sospese negli affetti, ma prima molti hanno pagato un prezzo, le vite dei loro cari.

Incompetenza, paura di sbagliare, di seminare il panico, forse, possono essere delle attenuanti.

Ma chi governa un Paese non se le può permettere, almeno dove esiste la democrazia. Ammesso che, esista.

In uno Stato di diritto, si possono prendere decisioni drastiche, nell’immediato con i Dpcm, le ordinanze e le circolari, ma poi deve seguire il confronto civile e costruttivo sia Parlamento sia con le altre istituzioni e con i rappresentanti delle categorie imprenditoriali e professionali.

C’era una volta una repubblica parlamentare che si chiamava Italia. Ora c’è solo la sua ombra.

Eppure gli italiani non vogliono soccombere ai Dpcm, non vogliono essere annientati da una burocrazia stringente è inutile, da un groviglio di norme contorte e disordinate. Gli italiani vogliono rinascere, e cosa c’è di meglio che un libro, più o meno 400 pagine di articoli, partoriti a fatica dal Governo e dai consiglieri del caso?

Qualcuno è fortunato, ha pensioni, stipendi, risparmi, una solidità finanziaria ed economica, molti non hanno questa fortuna.

L’illusione dei Navigator

I Dpcm ConteQualcuno è stato illuso, gli è stato svenduto un sogno, magari di un lavoro, attraverso un surrogato del vecchio «ufficio di collocamento». Li chiamavano «navigator», erano tremila, che ora si accodano ai tanti dal futuro incerto.

Sospensione, illusione… Cosa ci attende, se non la caduta libera in un pozzo di cui non vediamo il fondo?

La nascita di un’era tutta telematica non era così prevedibile e così, sistemi e operatori non reggono il carico. A quanto pare non tutti hanno lo stesso diritto allo studio on-line o allo smart working. Servono strumenti, servono le reti internet.

Non è così semplice, non lo è ovunque. Intanto provano a incantarci, a fare annunci.

Nel frattempo i Dpcm hanno sospeso tutto, come in un film di fantascienza.

Passano i giorni, le settimane, i mesi. Molti sono disperati, si sente di qualche suicidio, ma non fa notizia… in fondo si tratta di italiani.

Ora verranno proposti aiuti a fondo perduto, sospensione degli acconti Irpef e Irap di giugno.

Proroga della cassa integrazione ordinaria e in deroga, misure di sostegno del reddito.

Peccato che ancora in molti non abbiano ricevuto le «elemosine» precedenti, che abbiano dovuto pagare le bollette, i fornitori, gli affitti o che non siano stai in grado di farlo.

Ci vuole coraggio a mostrarsi davanti alle telecamere per annunciare Dpcm contenenti misure che forse non saranno fruibili da tutti, come i prestiti fino a 25mila euro con garanzia integrale dello Stato.

C’è ne vuole anche a disporre di un esercito di consulenti che non è stato in grado di emanare, a ridosso della riapertura, neppure le necessarie linee guida.

Intanto il Decreto Rilancio è atteso nelle prossime ore in consiglio dei Ministri, tra i motivi dello stallo, la regolarizzazione dei braccianti.

E gli italiani attendono….

Ernesta Cambiotti

 

 

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