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BUGGERRU

La pietra, il dolore
ed il mare splendente

Buggerru tra l'asprezza delle rocce e la bellezza del mare

 

In piena zona, un tempo, mineraria della Sardegna sud-occidentale sorge, allo sbocco di una valle impervia, il piccolo borgo di Buggerru. È un paese tra i più caratteristici del Sulcis-Iglesiente, dove il contrasto tra roccia e mare fanno subito risaltare colori e asprezza dei luoghi.

La Galleria Henry nella principale miniera di BuggerruBuggerru in realtà è un insediamento che nasce solo dopo la metà dell’Ottocento intorno allo sfruttamento minerario della zona.

Ad inizio Novecento era chiamata la piccola Parigi, perché la compagnia mineraria francese che sfruttava diverse aree della zona vi aveva insediato il proprio quartier generale ed aveva creato una serie di attrazioni culturali per i propri dirigenti e le loro famiglie.

All’epoca c’era un teatro, un cinema, un circolo per gli impiegati. Ed eleganti case dove accogliere il personale internazionale.

Di contro lo sfruttamento della manodopera locale era terribile. I bambini era normale che lavorassero in miniera. I turni erano massacranti, le malattie connesse al lavoro ed alla vita in miniera la normalità.

Lo sciopero e l’eccidio del 1904

Così le strade della valle ancora raccontano questa storia di dolore che sembra incastonato nelle rocce. E non è un caso che in una delle piazze principali di Buggerru nei pressi del mare, in piazza Eccidio, ci sia un trittico del celebre artista sardo Pinuccio Sciola che ricorda le vittime del primo sciopero generale mai convocato in Italia.

Furono infatti proprio i minatori di Buggerru, esasperati dal trattamento disumano che subivano, e che prevedeva ad esempio che potessero fare acquisti solo nello spaccio aziendale, dove i prezzi erano più alti, a convocare lo sciopero. Era il novembre del 1904 e la protesta fu repressa nel sangue.

Da allora Buggerru è ricordata come uno dei luoghi simbolo per i diritti dei lavoratori in Italia. Le sculture, di grande bellezza, sono in trachite una delle pietre che venivano estratte nelle miniere.

La principale miniera del paese, denominata ora Galleria Henry, è peraltro ben conservata e visitabile con un giro interessantissimo con continui affacci sul mare e storie della vita e del lavoro nella zona. Interessante anche il museo minerario e la casa della direzione delle miniere.

La sabbia finissima e il mare cristallino

Buggerru, la spiaggia di San NicolòMa il vero tesoro della zona è oggi il mare cristallino ed il suo fondale ricco di flora e fauna marina, raggiungibile attraverso diverse spiagge di sabbia finissima.

Ovunque accoglienza e qualità sono d’obbligo ed è quindi molto piacevole raggiungere le varie località. La spiaggia di San Nicolò è la più grande accanto a Buggerru ed offre tre kilometri di spiagge spettacolari. Ma anche le spiaggia di Cala Domestica o del non lontano Porto Flavia meritano una gita ed una giornata di relax.

A Porto Flavia è possibile anche fare dei tour in gommone per vedere i fondali e le scogliere dal mare. Nonché i punti d’uscita delle grotte minerarie dove le navi venivano a prendere i carichi.

Molte altre spiagge della zona sono a tutt’oggi un po’ difficili da raggiungere ma incontaminate. E si comprende perché tra le dune e le vallate che le circondano siano stati girati qui diversi film tra cui molti spaghetti western negli anni ’60 e ’70.

La fregola e il porceddu

Come ovunque nel Bel Paese non manca ottimo cibo di mare e di terra. Chiaramente sono disponibili le specialità sarde a base di carne ma per chi amasse cucinare al mercato di Buggerru c’è un’ottima pescheria con prodotti freschissimi.

Nei ristoranti della zona è possibile anche assaggiare la fregola con diversi frutti di mare e non manca la possibilità di gustare il porceddu. Da non dimenticare poi di accompagnare ogni pietanza con gli importanti vini locali, tra tutti il Carignano del Sulcis, forte ed intenso come tutta questa terra.

Diverse sono le strutture d’accoglienza con una prevalenza degli appartamenti in affitto. Le strade per raggiungere l’area sono lunghe e tortuose ma in realtà, una volta arrivati su una delle spiagge di Buggerru, si rimane più che felici, anche di non trovare il caos tipico delle altre aree balneari italiane. E di trovare diverse zone non esclusivamente occupate da stabilimenti e dove è possibile camminare a lungo nella sabbia.

A Buggerru si percepisce ancora la storia di fatica e sacrificio vissuta dalla sua gente per scavare nelle miniere. Ma la bellezza scioccante del mare rende tutto più dolce e davvero degno di essere conosciuto ed esplorato, come tutto il Sulcis Iglesiente, terra aspra e splendente.

Domenico Chirico

 

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