PESCARA

In ricordo del sacrificio
di Marino Di Resta

A Pescara questa mattina si è svolta una cerimonia per ricordare il maresciallo Marino Di Resta, perito in occasione di un conflitto a fuoco con dei rapinatori nel lontano 16 settembre 1996, quindi esattamente 21 anni fa, e successivamente insignito di medaglia d’oro al valor militare.

La cerimonia di commemorazione è stata molto partecipata e si è svolta nella piazza a lui intestata e a seguire c’è stata una santa messa in suffragio nella Chiesa Stella Maris, situata in via Scarfoglio.

«Io penso sempre che se uno perde il fatto di emozionarsi vuol dire che ha smarrito l’umanità – ha affermato il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, nel corso del suo intervento – e specie da quando indosso la fascia da sindaco per me questa è sempre una giornata di grandi emozioni per una questione di immedesimazione. Però mi piace rivolgere un affettuoso e carissimo pensiero alla famiglia Di Resta a cui sono legato da esperienze di vita in comune che sono cordoni che non possono essere recisi né ora né mai. Voglio però anche rivolgere un altrettanto affettuoso pensiero non solo alla memoria di un ragazzo che 21 anni fa non ha esitato a mostrare che cosa significa adempiere con disciplina e onore un pubblico ufficio, ma vorrei esprimere tutta la mia vicinanza all’arma dei Carabinieri che nel corso di questi 21 anni, per quello che ho visto a un po’ per quello che mi è stato raccontato, ha sempre mostrato una vicinanza che ha dimostrato qual è il loro spirito. Oggi le forze dell’ordine sono un po’ sotto osservazione per i fatti di Firenze, io sono sempre consapevole che se ci sono degli errori sono errori individuali e questo certamente non può valere a travolgere un Corpo che quotidianamente si impegna per la difesa della nostra comunità, della nostra popolazione e tutte le latitudini e a tutte le longitudini. Per questo do un abbraccio personale e cittadino alla famiglia Di Resta e all’Arma dei Carabinieri».

«La presenza in questa piccola, sobria e semplice cerimonia che si è tenuta – ha detto il colonnello Marco Riscaldati, comandante provinciale dei Carabinieri di Pescara – sta a significare come l’Arma è la cittadinanza, a Pescara non dimenticano il sacrificio eroico del maresciallo Di Resta. Come spesso ricordava Umberto Eco ‘chi non ha anima non ha capacità di ricordo, in lui non alberga il ricordo’. Noi Carabinieri abbiamo un’anima, lo ha dimostrato anche la collettività pescarese attraverso la partecipazione a questo evento, il sindaco con le belle parole che ha espresso, formulato a margine della deposizione della corona. Quindi, avendo un’anima, ricordiamo il sacrificio eroico dei nostri caduti, ricordiamo quelli che sono caduti nel corso dei due secoli, ricordiamo quelli dei secoli scorsi e anche quelli più vicini a noi. È un leitmotiv costante che fa parte del nostro dna e sta nelle nostre corde di essere Carabinieri. Noi probabilmente spesso non facciamo la distinzione tra professione e missione perché riteniamo che il servizio alla collettività sia pur sempre un sacrificio quotidiano personale, famigliare e tante volte resta oscuro, non ricompensato anche dal punto di vista unitamente morale logicamente. Questi momenti ci portano anche a fare delle riflessioni su questi aspetti della quotidianità perché se un militare, un Carabinieri, un uomo, padre di famiglia, un marito è arrivato a sacrificare la sua vita certamente è perché certamente deponeva il senso e lo spirito della professione a cui attribuiva il senso della missione».

Francesco Rapino

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