SAN GIOVANNI TEATINO

Respinto il ricorso
per la piscina comunale

 

Il 9 novembre il Tar di Pescara, presieduto da Alberto Tramaglini, ha respinto il  ricorso proposto dalla Sangiò Sambuceto Nuoto contro il Comune di San Giovanni Teatino, rappresentato dall’avvocato  Carlo Costantini, e la Sgt Multiservizil, rappresentata  dall’avvocato Luca Presutti.

«La sentenza del Tar – ha dichiarato il Sindaco Luciano Marinucci – conferma la correttezza,  senza alcuna forzatura, della nostra scelta. Rappresenta anche una risposta a chi ha ci ha criticato, anche pesantemente, perseguendo fini politici e personali piuttosto che il bene comune. L’attività della Sgt Sport, in questi anni, dimostra che la piscina comunale può essere gestita in maniera efficiente. La qualità dei servizi, oggi più  ampi e diversificati, è elevata ed è davvero fruibile nelle migliori  condizioni da tutti gli utenti».

La Sangiò Sambuceto Nuoto, già concessionaria della gestione degli  spazi d’acqua all’interno della piscina di proprietà del Comune, aveva  chiesto l’annullamento della deliberazione n.53 del 12 agosto 2016  con la quale il Consiglio comunale ha autorizzato il Sindaco e  l’amministratore unico della società Sgt Multiservizi, società  partecipata al 100% dal Comune di San Giovanni Teatino, a costituire una Società Sportiva Dilettantistica, con capitale sociale di 10mila euro posseduto al 100% dalle stessa società interamente pubblica Sgt Multiservizi.

Il Tar ha ritenuto infondate tutte e quattro le motivazioni del  ricorso. «Come in altre circostanze – aggiunge l’assessore allo sport Roberto Ferraioli – abbiamo  dovuto aspettare i tempi di una giustizia che, ancora una volta, ci dà  ragione confermando la correttezza della nostra azione amministrativa  che, lo ribadisco, è sempre stata ed è ispirata al perseguimento del  bene collettivo, tagliando sprechi e inefficienze».

In particolare «l’affidamento a una società in house totalitaria dell’Ente pubblico realizza proprio  una forma di gestione diretta al pari dell’uso di un proprio organo o  servizio interno, poiché non vi è alcuna apertura al mercato nè la scelta del socio nè la scelta dell’affidatario», quindi una gestione  diretta da parte dell’Ente locale prevista dall’art 2 della Legge regionale legge n.27 del 19 giugno 2012. In aggiunta a ciò il Consiglio di Stato ha recentemente ribadito che «la gestione di un impianto sportivo attraverso la costituzione di una società in house direttamente partecipata» non viola la legge 244/2007, perché «si tratta di società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi che sono  strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità  istituzionali».

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