ROMANIA

Presentate le candidature
per le presidenziali bis

Si svolgerà il 4 maggio in Romania il primo turno delle elezioni presidenziali bis

 

Gli occhi del mondo sono puntati oggi sulla Romania, in quanto alle 16 di questo pomeriggio è stata formalizzata la candidatura di Calin Georgescu alle nuove elezioni presidenziali fissate per il 4 maggio 2025, dopo l’annullamento delle precedenti consultazioni.

Una manifestazione di piazza in RomaniaL’invalidazione della vittoria di Georgescu nel primo turno delle presidenziali del 24 novembre 2024 era stata richiamata da J.D. Vance che al summit di Monaco dello scorso febbraio aveva criticato alcuni episodi di restrizione della libertà in Europa.

In particolare il vicepresidente degli Stati Uniti si era soffermato sui divieti alle manifestazioni del pensiero, anche dalle proprie abitazioni private, nel Regno Unito qualora siano indette nelle vicinanze di cliniche abortiste.

La legislazione scozzese

Infatti la legislazione scozzese dice testualmente: «In generale, i reati si applicano nei luoghi pubblici all’interno delle Zone di Accesso Sicuro. Tuttavia, se qualcuno fa qualcosa in un luogo privato (come una residenza privata) entro i confini di una Zona di Accesso Sicuro che può essere visto o sentito nei luoghi pubblici che fanno parte della Zona, potrebbe essere commesso un reato se viene fatto con l’intenzione di (o sconsideratamente in merito al fatto che abbia l’effetto di): influenzare la decisione di qualcuno di accedere, fornire o facilitare la fornitura di servizi di aborto impedire o impedire a qualcuno di accedere, fornire o facilitare la fornitura di servizi di aborto, o causare molestie, allarme o disagio a qualcuno in relazione alla sua decisione di accedere, fornire o facilitare la fornitura di servizi di aborto, dove in ogni caso l’altra persona si trova nella zona di accesso sicuro».

La profondità culturale della politica del vice presidente, collegata alla sua esperienza spirituale, è ancora poco investigata, rischiando di essere confusa con la teologia della prosperità del Presidente Trump, ma è chiara la sua propensione a coniugare libertà e diritto alla vita.

L’esempio citato da Vance riguardo le limitazioni  del penaiero in tema di aborto, ha poi attinenza con la situazione interna Usa, considerato che, proprio pochi giorni dopo il suo discorso a Monaco, un Tribunale ha rifiutato di mettere in discussione la decisione della Suprema Corte a conferma della legge che vieta l’approccio dialogante con persone senza il loro consenso vicino alle cliniche abortiste. Un divieto certamente più blando rispetto a quello in vigore nel Regno Unito, ma ugualmente discriminatorio, perché bassato sull’inibire solo determinati temi di discussione, ossia quelli inerenti l’aborto.

Le coordinate del pensiero del Vice Presidente, possono essere individuate nei circoli post-liberali, che credono nell’alternativa all’internazionale neocon e ultraliberista, proponendo un approccio meno aggressivo e più realista.

In difesa di Calin Georgescu

Il vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance a Monaco si è lamentato per l'annullamento delle elezioni del novembre 2024 l in RomaniaSulla vicenda romena, J.D. Vance anuncia a Monaco, durante il.suo discorso agli Europei, che gli Usa combatteranno «per difendere il vostro diritto di esprimerle nella piazza pubblica, che siate d’accordo o meno.

Ora, siamo al punto, ovviamente, in cui la situazione è peggiorata così tanto che, questo dicembre, la Romania ha annullato direttamente i risultati di un’elezione presidenziale sulla base dei deboli sospetti di un’agenzia di intelligence e dell’enorme pressione dei suoi vicini continentali.

A quanto ho capito, l’argomento era che la disinformazione russa aveva infettato le elezioni rumene. Ma chiederei ai miei amici europei di avere un po’ di prospettiva. Puoi credere che sia sbagliato che la Russia acquisti pubblicità sui social media per influenzare le tue elezioni. Certamente lo pensiamo. Puoi condannarlo anche sulla scena mondiale. Ma se la tua democrazia può essere distrutta con poche centinaia di dollari di pubblicità digitale da un Paese straniero, allora non era molto forte per cominciare».

La Corte Costituzionale rumena, dopo aver convalidato i voti una prima volta, a seguito delle informazioni declassificate da parte del presidente in carica, ha annullato le votazioni, per propaganda non dichiarata sulle piattaforme Tik Tok, finanziata, tramite una società esterna, dal Partito nazionale liberale di centro destra.

La situazione in Moldavia

La presidente della Moldavia (Moldova) Maria SanduPer fare un confronto, in Moldavia, legata culturalmente alla stessa Romania, i messaggi inviati agli elettori dal Presidente del Consiglio in carica, a favore della candidata Sandu (che poi ha vinto), sono stati considerati ininfluenti.

Si ricorderà la vittoria del Sì al Referendum pro Ue, legato alla candidatura presidenziale, per poche migliaia di voti (13.000 per l’esattezza).

Oltre ad impedire la competizione elettorale locale a candidati considerati filo russi, dal politico moldavo viene «ricordato» che i cittadini devono votare «onestamente» o saranno perseguiti e investigati i voti sospetti anche dopo le elezioni.

Anche in Moldova, peraltro, si può parlare solo unilateralmente di influenza esterna, stante i finanziamenti e prestiti dell’Unione Europea, anche da prima delle votazioni.

La Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha comunque recentemente rigettato il ricorso del candidato rumeno non considerandolo di propria competenza, anche per il limitato potere legislativo della Carica presidenziale rumena.

Tuttavia, oltre alla ripetizione delle votazioni, a fare scalpore sono le misure restrittive emesse nei confronti di Georgescu, a pochi giorni dalla formalizzazione della sua candidatura.

La figura di Horatiu Potra

Il mercenario Horatiu Potra soprannominato il «Prigozhin di Romania»In questo frangente avrebbero pesato gli inevitabili rapporti con il capo della sua rete di sicurezza, Horatiu Potra, personaggio particolare: ex legionario e quindi in possesso di doppia cittadinanza (anche francese), mercenario e coinvolto nell’addestramento dell’esercito del Congo contro la minaccia (purtroppo attuale) dell’M23 sostenuto dal Ruanda e della Guardia Presidenziale della Repubblica centroafricana, paese in cui successivamente si insedieranno anche i tentacoli della Wagner.

I soldi e le armi rinvenuti nella casa di Potra, non certo sconosciuto fino a quel momento, possono quindi portare al discredito di Georgescu, un altro elemento per valutare l’azione indipendente della magistratura rumena.

Tuttavia, il consenso per il Georgescu non è collegato alla permanenza nell’Unione Europea. La Romania c’è da tempo e buona parte dei suoi elettori non pensano affatto ad una exit. La sua posizione critica per lo spostamento della produzione all’estero e per la postura, anche internazionale, di Bruxelles, possono però risultare indigeste alle istituzioni europee.

Un colpo di Stato filorusso?

La Romania ha arrestato sei persone accusate di aver cercato di rovesciare lo Stato con il supporto della Russia. Un ex generale dell’esercito, di 101 anni, ha dichiarato che la sua casa è stata perquisita nell’ambito delle indagini, secondo quanto riportato dalla Reuters.

I sospetti sono stati arrestati mercoledì, lo stesso giorno in cui la Romania ha dichiarato l’addetto militare dell’ambasciata russa e il suo vice persona non grata per quelli che ha detto essere atti che violano le regole diplomatiche.

Il gruppo sarebbe accusato di violazione dell’ordine costituzionale, in quello che viene presentato come una specie di tentativo di colpo di Stato.

Il comando avrebbe avuto il nome evocativo di Vlad l’Impalatore, la figura storica più famosa della tradizione rumena, e avrebbe avuto come uno degli scopi l’uscita del paese dalla Nato.

La figura di spicco sarebbe Radu Theodoru, l’ex generale, ora scrittore di fantascienza, letteratura fantastica, con una rilettura epica della storia rumena, di cui sono chiacchierate alcune posizioni vicine al regime di Ion Antonescu, dittatore e alleato della Germania nazista, nonché quelle sull’Olocausto.

Non si collega esplicitamente tale arresto con Georgescu, ma si cercano ovviamente link culturali e politici.

Questi nuovi arresti, poi, si collegano a delle intercettazioni, diffuse all’opinione pubblica, tra Georgescu e un militante di estrema destra, Marian Motocu, arrestato precedentemente per propaganda antisemita sul web, in cui ci sarebbero presunte pianificazioni di un colpo di Stato.

Stando ai sondaggi il risultato ottenuto, fino ad ora, è stato un balzo di 22 punti nel gradimento del candidato Georgescu che viene accreditato intorno al 45%.

Armando Mantuano

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